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Di abitudine lentamente si muore

Qualche giorno fa mi sono messa a pensare alle abitudini: quei gesti ripetuti più o meno uguali a loro stessi che alla lunga non ci accorgiamo neanche più di fare. Così mi sono convinta che ha proprio ragione Martha Medeiros se come prima frase della sua poesia più celebre ha scelto di scrivere

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine*

Ed è proprio così, di abitudine si muore e di abitudine si diventa schiavi.

Di abitudine si muore perché l’abitudine riusciamo a farla proprio a tutto. Quante volte mi è capitato di sentire che qualcosa che non ci piace fare, dopo un po’ non risulta più così problematica proprio perché ci si è abituati ad essa. Come fare un lavoro che non ci piace oppure aspettare tutti i giorni un pullman che sappiamo arriverà già pieno. Ma come è possibile che qualcosa che ci disturba o che detestiamo addirittura, diventi più sopportabile se si ripete più volte? Come è possibile che l’abitudine faccia in modo che gli eventi non si sommino, ma si annullino a vicenda? L’abitudine rende assuefatti come succede ad un odore che a furia di sentire non avvertiamo più. E c’è bisogno di livelli crescenti di puzza, di  rumore, di fastidio e addirittura di violenza perché torniamo a renderci conto del problema. Di abitudine si muore perché l’abitudine porta all’indifferenza.

Di abitudine si diventa schiavi perché l’abitudine ci rassicura. Quando un evento si ripete più e più volte, quello diventa la normalità e noi non riusciamo più a concepirne l’assenza. Succede così a chi ha bisogno di ripetere sempre la stessa routine, perché cambiarla sarebbe inquietante, fastidioso o avvilente. Succede così a chi preferisce la noia del conosciuto piuttosto che il brivido della scoperta, ma quanto è difficile cambiare un’abitudine? E quanto è facile, invece, pensare che fosse meglio prima? Di abitudine si diventa schiavi perché preferiamo essere meno liberi piuttosto che insicuri.

All’abitudine io preferisco il vizio, che perlomeno mi dà l’impressione di una cosa che si fa con piacere, anche se sarebbe meglio smettere di farla, ma chissà per quale motivo, invece, nel lessico quotidiano “Abitudine” ha un’accezione positiva, mentre “Vizio” ne ha una negativa.


*La poesia “Morte Devagar” (Lentamente muore) viene spesso attribuita erroneamente al grande poeta cileno Pablo Neruda, in realtà è stata scritta dalla brasiliana Martha Medeiros

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